Poi l'autore del musical, con un sorrisino, spiega: «Gli hippy non sono contrari a nulla. Se no non sarebbero hippy.
Noi quindi non siamo contrari alla guerra. Siamo favorevoli alla pace». Comunque, dopo il necessario reset dei parametri, la conversazione fila liscia. Rado dice sì a tutte le modifiche che Solari vuole fare. La tribù di ragazzi che sul palcoscenico segue i protagonisti avrà lo stesso ruolo del coro nella tragedia greca, la musica sarà dal vivo e verrà curata da Elisa. Per le canzoni, invece, non è necessario alcun intervento per renderle attuali. "The age of the Aquarius" (l'età dell'Acquario), che avrebbe portato pace e armonia e che fa da sfondo a tutta la storia di "Hair", la stiamo ancora aspettando.
E poi basta ascoltare i ragazzi cantare una delle canzoni più famose del musical, quella che parla di soldati, "Let the sunshine in", per capire che poco è cambiato: «Noi cerchiamo un altro attimo di vita mentre avanziamo fieramente... Affrontando una nazione trattata come un popolo di bambini che ascolta le nuove bugie accompagnate da supremi ideali e malinconiche melodie». Certo, era stata scritta per il Vietnam, ma va bene anche per l'Iraq. «Tanto più che», spiega Rado, «quel senso di comunicazione globale, di spirito collettivo e di comunità che caratterizzava la generazione hippy è stato in qualche modo realizzato oggi da Internet. In rete puoi parlare con tutti, diventare amico di persone che si trovano in luoghi distantissimi, creare vere comunità, anche se virtuali».
Intanto le selezioni sono quasi finite. Sul tavolo ci sono sette foto, e restano quattro posti. Il piccolo e riccioluto Christopher Messina è già sulla metropolitana che lo riporta a Queens, con il contratto in tasca.
continua...
|

foto di Steven Klein
ANNA (31 gennaio 2008)
di Andrea Greco
1 | 2 | 3 | 4
|< torna alla
pagina di
rassegna stampa |