Trecento ragazzi
e zero raccomandazioni
New York, casting per "Hair": nessuno telefona per segnalare un nome. Qui conta solo quel che sai fare. I giovani artisti ballano, cantano e sudano. Con il sogno di essere scelti. E venire in tournée in Italia
Per il "New York Times", l'Italia è triste, depressa, stanca. Ma proprio a New York, al sesto piano dei Chelsea Studios. ci sono trecento ragazzi che ballano, cantano, sudano e sorridono a 32 denti pur di venire in Italia: ce la mettono tutta per conquistare uno dei cinque posti ancora disponibili nell'allestimento di “Hair” prodotto dal teatro Smeraldo di Milano, dal Colosseo di Torino e dal Politeama di Genova, che a febbraio partirà per una tournée di 4 mesi nelle nostre città. Per loro Italy fa rima con "Oh, lovely!", e in questo caso anche con un buon ingaggio. Non sembrano preoccuparsi del nostro debito pubblico o della legge elettorale. E neppure, in verità, di quel che succede a Washington. Se gli si chiede di Bush, al massimo alzano il sopracciglio. Le loro energie preferiscono spenderle tutte per passare la selezione.
Sanno che qui contano solo preparazione e impegno, e che nessuno alzerà il telefono per raccomandarli, anche perché non riuscirebbe a farsi ascoltare.
Rispetto ai casting italiani le differenze sono tante.
continua...
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foto di Steven Klein
ANNA (31 gennaio 2008)
di Andrea Greco
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