Nel 79 «Hair » divenne un film, alla regia Mìlos Forman, John Savage nel ruolo del campagnolo Claude, Beverly D'Angelo in quello di Sheila e Treat Williams quale dirompente, indimenticabile Berger, dionisiaco eror hippy e incomprensibile vittima di guerra; anche Madonna e Springsteen parteciparono al casting, ma Forman non li scelse. Scelse invece per le coreografie, l'estro di Twyla Tharp, e per un “cameo”, nel ruolo di un generale, il mitico Nic Ray. Ovviamente anche nel film gli attimi in cui risuonava fortissimo il coro di «Aquarius» erano i più colorati, i più pieni e vibranti; ma ecco che a restare scolpita negli occhi è pure la luce cupissima di quall'altra alba, l'alba che porterà alla morte, in Vietnam, di Berger e insieme a lui i sogni, la libertà.
IN ITALIA, una delle primissime trasposizioni del musical, nel 70, vide in scena insieme Renato Zero, Loredana Berté, Teo Teocoli e Mita Medici. Sono passati quasi quarant’anni. Non risulta che la pace guidi i pianeti. Non multa neanche che si sia smesso di invocare censure per spettacoli che non piacciono». Piuttosto qui da noi, recentemente, «Aquarius» rimbombava in tv quale colonna sonora di uno spot di un'acqua minerale.
FINE
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scena celebre del film "Hair" (foto Bettolini)
QN (18 dicembre 2007)
Di Chiara Di Clemente
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