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Aspettando la mitica era dell' "Aquarius"

AL DEBUTTO finì in tribunale perché «offendeva». Turbava il comune senso del pudore, con i ballerini maschi femmine gay, bianchi e neri nudi in scena; venne invocata la censura per canzoni che parlavano testuali di sodomia masturbazione cunnilingus; fìtti sotto accusa per «oltraggio alla bandiera»; scandalizzava perché in scena si cantava dell'hashish e sopratutto perché nessuno dei protagonisti considerava bello o giusto o glorioso prendere e partire per andare laggiù, a uccidere e a farsi uccidere. Dava talmente tanto fastidio, quel musical, che rifurono minacce di morte indirizzate agli attori, persino bombe piazzate negli alberghi dove lungo la tournée statunitense alloggiava il cast.

Era il 1968, erano gli Stati Uniti del 1968: quarant’anni fa Hair lasciava New York per conquistare il mondo, forse anche per cambiarlo. Si apriva con parole che invocavano chiarissime la certezza, la fiducia nel momento in cui esisterà la pace: «Quando la luna .vira nella settima casa e giove si allineerà con marte — vabbè, l'astrologia era un po' il pallina degli autori — allora la pace guiderà i pianeti e l'amore guiderà le stelle». Sarà l'alba dell'era dell'Aquario, Aquarius.

continua...

 

acquarius
scena celebre del film "Hair" (foto Bettolini)

QN (18 dicembre 2007)
Di Chiara Di Clemente

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