... protagonista lo ottenga; Bianca, la fanciulla tedesca che canta da dio e ha un sorriso da figlia dei fiori per sempre; Maurizio arrivato da Roma, alto alto e con la fortuna di ricordare Ben Harper. Un progetto ambizioso dal costo di circa 600 mila euro, un debutto a Torino il 19 febbraio e tre mesi dì tour promozionale per poi giocarsi tutto sulla prossima stagione. Una nota è più alta delle altre: tutti ci credono, tutti pensano che il messaggio peace&love sia attuale, anche più di allora. Ne è convinto Solari, che a New York ha incontrato il «padre» della storia, James Rado, con cui rivedrà ogni scena, per aiutare il ventenne di oggi a capire la guerra in Vietnam, l'atto di ribellione di quella tribù che per la prima volta bruciava le cartoline di richiamo dell'esercito: «Camminando per l’East Village Rado mi ha detto, con semplicità, che in quel momento gli hippies non erano contro nulla, invece a favore: della pace, della libertà di pensiero. Ecco quello che possono ancora dire».
Elisa non lesina energie, «è una sfida molto bella, ogni anno mi propongono di fare un musical con le mie canzoni, ma mi sembra un'idea senza senso. Questo lavoro invece è come una vacanza». Si sbottona poco sulle musiche, «alcuni brani hanno un'anima cosi potente, il mescolarsi del rock bianco e del soul che non potevano essere toccate. Noi però siamo i ragazzi dei rave, dei Daft Punk, e allo stesso tempo siamo riusciti a farci ispirare ancora una volta dai Doors, dai Beatles. Ma la scoperta vera .sono le tante voci belle, giovani, che abbiamo incontrato, un patrimonio inesplorato». E sulle stesse potenzialità vigila attento l'occhio di Parsons, pronto a dare un'occasione a chiunque, a lavorare con il gruppo e a seconda dell'anima collettiva che crescerà veloce in un mese di prove, creare le coreografie. Da cupo, si riprende, «Let the sunshine/the sunshlne..».
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foto di Fabio Lovino
LA STAMPA (18 dicembre 2007)
Di Tiziana Platzer
Milano
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