"Hair", un'emozione lunga quarantanni
UN ROCK MUSICAL con gli hippies dell'East Village newyorkese e i colorati Sessanta americani, tra natura e musica, tanta, per una nuova versione dello storico love-rock musical "Hair". E saranno, note dal sapore italiano, visto che alla direzione musicale dell'opera nella sua nuova veste, è stata chiamata Elisa, reduce dal successo dei primi brillanti dieci anni di carriera festeggiati con un tour da sold out, ora a confronto con il musical per eccellenza sul periodo della contestazione degli anni Sessanta in salsa Usa, la prima dei capelli lunghi, del rock e degli ideali di pace e libertà. Per la realizzazione della versione italiana del musical, tre importanti teatri come lo Smeraldo di Milano, il Colosseo di Torino e il Politeama genovese, si sono uniti nella veste di produttori.
"CURARE musicalmente un'opera come questa - ha raccontato Elisa - per me è una sfida. Il tema della contestazione giovanile di quell'intenso periodo è stato forse fin troppo abusato, ma quello che si racconta tra le righe di "Hair" è un buon modo per rispolverare un certo modo di guardare alle cose, lo stesso che in qualche modo non può che avermi influenzato. Scrivere canzoni per me stessa, è una sorta di terapia. Lavorare per un musical, invece, è un bel gioco. Un specie di vacanza dalla mia musica". Un lavoro, quello di Elisa, tra rigore per i pezzi insostituibili e sperimentazione. "Stiamo cercando di lavorare sulle musiche originali rivedendo gli arrangiamenti - dice la cantante di Monfalcone - senza stravolgere le melodie ma cercando di metterci anche del nostro. Pezzi di colonna sonora sono successi storici, inattaccabili. Su altri, invece, ci si può muovere più liberamente".
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QN
(18 dicembre 2007)
Di Carlo Mandelli
Milano
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